Adamello

Pizzo formico, Curò, Presolana, Coca e Adamello. Quando cresci nelle nostre zone sono queste le prime mete nella lista da raggiungere. L’anno scorso vi ho narrato l’avventura del pizzo Coca, oggi sono qua per raccontarvi della prima volta in Adamello.

Per questa spedizione il gruppo è composto da ben 9 persone! Oltre a tre del gruppo sbombate (io, Fabio e Marco) c’è presente luca (compagno del corso di alpinismo base), Mayr (già conosciuto nella salita al Redorta), Stefanino, Dario, Michelle e Rozen. L’idea è quella di raggiungere la cima in giornata passando dalla via Terzulli alle 11 di mattina circa visto il tempo sicuro.
Partiamo alle 5.45 da malga Premassone e in circa un ora e mezza raggiungiamo il rifugio Gnutti percorrendo le caratteristiche scale del MIller. Dopo una pausa rigenerante, per rispettare le nostre tempistiche, partiamo con passo spedito per cercare di accorciare i tempi segnalati dai rifugisti (dal rifugio danno la cima a circa 4 -4 ore e mezza). Percorso il tratto pianeggiante iniziale che passa dal lago Miller, dalla condotta Miller, dal pantano del Miller, dal sasso del Miller, dal prato del Miller, dalla morena del Miller raggiungiamo la via Terzulli (probabilmente alla fine il buon vecchio Miller si è stufato pure lui e è tornato indietro). Non sapendo delle difficoltà del tratto attrezzato vestiamo imbrago e kit da ferrata e in poco più di mezzora raggiungiamo facilmente il passo Adamello evidenziato dalla lingua terminale del ghiacciaio visibile dallo Gnutti.20160828_102416
Viste le condizioni della neve percorriamo il breve tratto  innevato senza ramponi per affrontare poi con grande entusiasmo il tratto finale della salita. Come da programma alle ore 11.00 siamo in vetta! Sotto di noi si apre uno scenario unico! A picco nel versante nord si vede tutta la vallata che porta al Garibaldi con tutti i sui laghi artificiali, a sud l’immenso pian di neve e a ovest le nostre Orobie dove regna sovrana la Presolana che da quassù sembra un castello, il Coca, il Redorta e il gruppo Gleno-tre confini- Recastello che si confonde facilmente con il Diavolo-Diavolino (quest’ultimi si nascondono invece dietro al Redorta).

Dopo le rituali foto di vetta, qui più importanti che mai, iniziamo la lunga discesa che ci porta alle 9 birre allo Gnutti e ad una fantastica torta alle more alla macchina.

Con ben 44.366 passi,  477 piani saliti e poi ridiscesi anche l’ Adamello è conquistato!

… e i prossimi della lista quali sono? Stay tuned 😉

Luca
IMG_4881IMG_4871IMG_4848

 

Tempi e osservazioni:
Data: 28-08-16
– Da Clusone alla partenza ci vuole 1 ora e mezza di macchina circa
– Parcheggiare la macchina prima o dopo il ponte (c’è anche un parcheggio più avanti ma è a pagamento e non ne vale la pena per 200 metri in piano)
– Il rifugio Gnutti è segnato 1 ora e mezza e ci vuole quel tempo
– Dal rifugio alla cima ci vogliono circa 3 ore e mezza (3 ore scarse al passo)
– La via Terzulli è un sentiero attrezzato e se fatto in condizioni è piuttosto facile. Il pericolo è quando si trova del ghiaccio/neve sul percorso.
– Il tratto nel nevaio è corto e piuttosto pianeggiante. Inoltre lo si può evitare superandolo sopra con semplici roccette.
– Calcolare 5 ore abbondanti per la cima e altrettante per il rientro. Se il tempo non è sicuro è meglio partire prima.

Cartina:
Cattura