Monte Rosa – Capanna Margherita

07 – Aprile – 2018

LA PRIMA ROSA NON SI SCORDA MAI

Ma se Sabato andassimo al Rosa?
Lucone butta l’amo, tutti abbocchiamo volentieri.
Soprattutto perché Capanna Margherita l’anno scorso si era celata dietro nuvole e previsioni perverse.
Era saltato il Rosa, in realtà solo rimandato.
L’attesa aumenta le aspettative.
Ma il Rosa é il Rosa.
Le mantiene tutte.
E cosa migliore, siamo ben 9.
Rosa in giornata, ritrovo a Alagna ( capiremo sulla nostra pelle perché meglio Gressoney=).
Arriva pure Fabietto dalla Svizzera.
Per lui e il suo amico Marco partenza ore 3.00. EROICI.
Capogita Lucone, Simone, Trusso, Michi, Mere, Ganzi e Sacri ore 4.30. “COMODI”.
Colazione da Luisa e la salita fino a Punta Indren (3260 mt) volano. Siamo in forma. In un’ora mangiamo 2069 metri di dislivello.
Seduti nell’uovo.
Il Ghiacciaio del Lys ci accoglie. Finalmente siete arrivati! Il suo broncio per il nostro ritardo è neve ghiacciata e crostosa.
Basta poco e gli passa tutto. Tracce agevoli e viste Paradisiache.
Uomo e Natura in armonia.


Il Rifugio Mantova e la Capanna Gnifetti arroccati, quasi inchinati di fronte alla magnificenza del ghiacciaio del Lys.
I suoi fronti di ghiaccio sono imponenti e ci impongono il silenzio.
Loro e la quota che aumenta.
Insieme al sole cocente.
L’euforia e l’allegria della compagnia diventano sbuffi e fatica.
Per alcuni più di altri.
La crisi é una palla che scotta, passa da uno all’altro.
Ognuno con la sua quota critica.
Al colle del Lys (4151 mt), ci ricompattiamo.
L’euforia torna, tra uvetta e pane&salame.
E soprattutto la vista.
Il cielo perfetto non fa mancare nulla.
Cervino e Bianco su tutti.
Ma oggi abbiamo occhi “quasi” solo per lei.
Capanna Margherita, una protesi di punta Gnifetti (4554 mt) protesa verso il cielo.
Ci guarda, ci attende.
Ci divide un ampio pianoro, perfetto per riprendere un poco il fiato.
L’ultima ascesa è ripida ma con lei sempre in vista tutto scorre più veloce. Più o meno.
Al colletto uvetta, pane&salame ramponi e picozza.
I gradini di ghiaccio per l’accesso alla vetta riflettono facce completamente diverse.
Quella di Ganzi é bianca per la crema stucco di Simone, quella di Fabio é verde per crisi di identità. 
Quella di Michela come sempre sembra appena partita. TUTINA INSIDE.
Ci siamo. 
Capanna Margherita. Strette di mano e abbracci di rito. Per Manuel e Marco è il primo 4000.
Per tutti è un 4000 speciale. 
Soprattutto perché volevamo esserci insieme.
Per ora il nostro ricordo più alto.
Di fronte vengono i brividi anche solo a vedere quanto è ripida la nord del Lyscam.
E c’è chi la scia. FÓ DE CO 😅
La nostra discesa è più ampia e meno da brividi.
Se non per la fobia della seggiovia che chiude e per le gambe di Simone che tremono. Stremato. Il Falco non vola più.
Trusso come sempre scia ad almeno 100 mt da tutti. Le coste e i roccioni sono il suo regno.
Fabio e Marco si fermano al Mantova.
Va bene eroici, però tornare di nuovo in Svizzera sarebbe masochismo puro.
Noi abbiamo salame, fornagella, prosecco e birre che ci attendono al parcheggio.
Arriviamo!
Ah no.
Seggiovia per portarci sulla via per Alagna chiusa.
Sono le 17.15. Siamo a 3300 mt. Nella valle sbagliata. Bene.
Ma don’t worry. Lucone capogita è soddisfatti o rimborsati.
Con il cartografo Sacri, la soluzione è a vista d’occhio.
Vallata alternativa, km e km di costa seguendo una traccia sconosciuta.
L’incubo di dover chiamare Bonzi in elicottero incombe.
Ma soprattutto l’incubo di dover ripellare.
Lucone capogita, soddisfatti o rimborsati.
Il rimborso non è mai necessario.
Ore 18.15. siamo a 2000 mt. In cima alla pista di Alagna.
Appena battuta. Le righine bianche chiedono pietà. Noi non ne abbiamo.
La discesa più appagante che potessimo chiedere.
Talmente bella che non fanno male nemmeno le gambe.
Dribbliamo il gatto e ci gettiamo a uovo su salame e formagella.
Il ROSA evidentemente ha apprezzato.
E ci ha perdonato per l’attesa.
GIORNATA FANTASMAGORICA.
A VOI

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